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Twitter e Nullafacenti, Esplode lo Scandalo
Copio-incollo il titolo da Corso Sempione 50, un po' per ringraziare della citazione, e un po' perche' in effetti la parola "nullafacente" e' da un po' che mi frulla per la testa quando ho Twitterrific aperto.
Il primo giramento (piuttosto brutale) di palle l'ho avuto quando, settimana scorsa, su Twitter, ho detto che stavo lavorando e non potevo aprire Skype, e come tutta risposta mi sono beccata una domanda (che esigeva a sua volta risposta).
Il tutto mentre ero da un cliente a lavorare (a tariffa fissa, quindi piu' che "autorizzata" a cazzeggiare, se vogliamo, ma col rischio di lavorare "in perdita").
(ho anche risposto in modo piuttosto brusco, e non me ne pento)
Poi oggi ho tumblerato questo, come segno di disappunto.
Ora, non e' che i dipendenti e i consulenti "normali" (non pubblici) siano autorizzati a passare il tempo su Twitter, anzi...
Tempo fa, quando ancora non lavoravo in proprio, mi hanno chiaramente detto di chiudere Twitter, Skype, e compagnia...
So benissimo che avrei potuto "lucchettarmi", so benissimo che avrei potuto utilizzare una VPN con casa e bypassare qualunque controllo (conosco anche gente che lo fa).
Ma sapevo anche benissimo che Twitter spesso mi e' servito (e servira') per lavoro (cosi' come Gtalk e Skype), per chiedere consigli, per cose serie insomma.
Eppure, quando e' toccato a me, per correttezza nei confronti del datore di lavoro, molto semplicemente ho chiuso tutto come richiesto, limitando la mia partecipazione sociale in Rete alla sera dopo cena piuttosto che alle pause pranzo.
E oggi mi sono letta questo.
Ma non e' l'unica cosa che ho letto.
Luca cita infatti alcuni passaggi di un'intervista ad Aldo Grasso (giornalista), in cui si spara praticamente a zero sui Blog, sui Blogger, su quelli che, secondo alcuni, passano tutto il tempo a cazzeggiare online.
Bene...
Mica troppo.
Da anni ormai seguo Securityfocus (per lavoro), HowtoForge (per lavoro) e altri siti (sempre per lavoro)...
Non mi pare sia cazzeggio, questo.
Certo, stare tutto il giorno a leggere robba tennica puo' portare a leggere anche qualcosa di cazzeggio (ai tempi di usenet era it.hobby.umorismo, oggi altri blog non tecnici), ma questo non significa che io (parlo ovviamente per me) passi il tempo online solo a cazzeggiare.
E quello che vale per me, vale anche per altri.
Eppure, la percezione che alcuni hanno dei Blog, dei Blogger, di Internet in generale, e' che noi cazzeggiamo.
I Blog sono fuffa perche' e' roba che la gente scrive tanto per cazzeggiare, e Internet e' solo un mezzo per socializzare e perdere tempo.
Forse, ma forse, questa percezione, che alcuni hanno, ha una motivazione.
E la motivazione non e' che vedono me leggere online un tutorial, bensi' gente che scrive, platealmente, non è il caso che stia nella tagline pubblica di twitter a tutti gli orari.
Ho una soluzione per quelli con questo problema, e non e' il lucchetto, e' la stessa correttezza che ho avuto io piu' volte con i miei datori di lavoro.
Non puoi comparire nella tagline pubblica a tutte le ore?
Non twittare a tutte le ore, semplice.
Che, davvero, alcuni pensano che chiunque abbia un Blog, usi Skype, Gtalk e Twitter, cazzeggi.
E poi ci si puo' anche incazzare perche' pensano che siamo dei perditempo nullafacenti, ma per alcuni, in fondo, la definizione pare calzare (altrimenti non si "lucchetterebbero").






elena scusa proprio perchè l'ho scritta io la cosa che citi da corsosempione 50...potresti mettere dove l'ho detta (il post di gigi) e chi sono cioè catepol...
il discorso è complesso
il lucchetot di gigi (come quello di granieri e di molti moltissimi altri) hanno un loro perchè
non vado a sindacare
e non mi sembrano nullafacente
come non lo siamo nè io, nè te
cavoli internet non è il male
internet ci serve per lavorare
il problema è che all'esterno non lo sanno o non lo vogliono capire
quanto le nostre comunicazioni mediante tutti i canali di internet siano
un toccasana per il nostro/i nostri lavori
I link ci sono nei due T-Log (almeno nel mio), penso che sia sufficiente (tanto quel post l'ho linkato in un altro articolo oggi, se e' solo per il link).
Per la "nullafacenza", sinceramente se io, profanamente, leggessi di gente che non rende i propri update pubblici perche' "senno' viene scoperta", e rischia sul lavoro, penserei che sul lavoro dovrebbe fare altro.
E se gia' pensassi che molte delle persone che sono su Internet lo sono per cazzeggio, una frase del genere aumenterebbe questa mia sensazione.
Se non e' vero che si cazzeggia, l'unico modo per dimostrarlo e far vedere che si fa un uso "lavorativo" dello strumento, e un inizio e' rendere pubblici gli updates, no? :)
(a meno che l'uso prevalente che si fa del mezzo in questione non sia non lavorativo...)
Per gli updates pubblici di Gigi, la cosa non e' riferita a quel post in particolare, bensi' a tutti i discorsi sulla condivisione, inclusione e compagnia, dove si promuove, tra le altre cose, l'uso di twitter, per poi lasciarlo "privato".
Tra l'altro, io non intendevo dire che la comunicazione e' un "toccasana", intendevo dire che se sono appestata con un server chiedo una mano su twitter, dove so per certo che ci sono altre persone che fanno il mio stesso mestiere e che potrebbero darmi una mano, in modo concreto, e lo stesso vale per Skype e Gtalk (con cui ho ossessionato un amico per un bel po' di tempo quando dovevo tirar su un Qmail+TLS)
Forse basterebbe non giudicare il lavoro in base al tempo ma in base a raggiungimento di obbiettivi e qualità del prodotto.
Quello, purtroppo, e' un discorso che le aziende non capiscono, non ancora.
Mi auguro (e penso proprio di non essere l'unica) che la cosa in futuro cambi, ma al momento purtroppo e' cosi' :(
In Italia le aziende cercano, nel dipendente o nel collaboratore, qualcuno che stia ad una scrivania otto ore al giorno, senza dare il giusto peso alla resa effettiva del lavoratore.
Prima o poi questo finira', e si passera' ad un sistema davvero meritocratico (continuo ad augurarmi), ma per il momento la situazione ce la teniamo (tristemente) com'e' :(